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Così lo definì Giovanni Pascoli nella sua opera Castanea. In effetti per la popolazione garfagnina il castagno ha da sempre avuto molto importanza, tanto che si è sviluppata, nel corso dei secoli, una vera e propria "civiltà del castagno". Gli usi, i costumi, le tradizioni, i regolamenti comunali, le tecniche agronomiche, le strutture per la produzione della farina, tutto legato a questo albero. La farina di castagne è stata inoltre l'alimento base per tutte le famiglie fino a dopo la seconda guerra mondiale. Un proverbio dice: Garfagnin della Garfagna Se tu non avessi la castagna Moriresti dalla famma
Famma in dialetto significa fame. Dal 1950 in poi lo sviluppo economico e il cambiamento degli stili di vita e di consumo, che causarono lo spopolamento della montagna, unitamente al diffondersi di malattie del castagno, hanno segnato la decadenza della castanicoltura. Oggi un rinnovato interesse per la storia, la cultura, le tradizioni e la gastronomia legata al castagno si fonda sulla ricerca e la riscoperta di una migliore qualità della vita. Dal lato dell'ambiente non si può certo non riconoscere l'importante ruolo del castagno nella conservazione del paesaggio e nella difesa idrogeologica del suolo.

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